Questo post non sarà un test sul breve periodo, ma un percorso di 12 mesi che sperimenterò e sul quale vi proporrò le mie impressioni.
Il mio incontro con l'AcquaGym risale al secolo scorso, intorno alla metà degli anni 90.
In realtà questa pratica che ormai si avvia a compiere 80 anni, pare sia stata introdotta in Italia a metà degli anni 80 dall'attrice Eleonora Vallone, che riuscì a guarire dagli esiti di un incidente proprio grazie alla ginnastica in acqua (fonte https://www.acquagym.it/il-gymnuoto/storia-acquagym).
L'acquagym non è certamente la panacea di tutti i mali (infatti non fa sparire la cellulite come credono in molte e non fa dimagrire se dopo l'attività te magni una teglia de tiramisù), ma un ottimo modo per tenersi in forma.
Trenta anni fa ovviamente non esistevano tutte le varianti del movimento in acqua che abbiamo poi imparato a conoscere, ma quelle che c'erano avevano un dato in comune: la predominanza indiscussa di donne in acqua.
Ad oggi si vede qualche timida presenza maschile, soprattutto nelle lezioni di hydrobike, ma noi donne siamo ancora le regine del movimento acquatico.
La mia prima insegnante di ginnastica in acqua era l'equivalente femminile del sergente Hartman, ci faceva correre con i galleggianti ai piedi e ai polsi per tutta la piscina (che era favolosa e aveva un fantastico dislivello che partiva da 50 cm per arrivare a 150), facevamo affondi, salti; insomma, praticamente l'allenamento dei Lagunari.
immagine generata con CANVA AIUn allenamento duro ma completo e soprattutto divertente, che mai più ho ritrovato nella sua pienezza.
Avevo ovviamente un altro fisico, e i benefici ottenuti si confondevano nella buona forma fisica della gioventù.
Sono passati tantissimi anni da quei tempi, e per molto tempo ho abbandonato la ginnastica in acqua per dedicarmi ad attività più divertenti (?), complete (?), da ggiovani (?), che alla lunga non si adeguavano totalmente alle mie esigenze, provocandomi stiramenti, distorsioni, e altri malanni. Anche se, e qui apro una parentesi, uno degli allenamenti più completi e con risultati eccezionali, è stato quello della kick boxing/prepugilistica.
Ma torniamo a noi
Da tre anni a questa parte ho cominciato ad riavvicinarmi a questa disciplina, con una serie di sfortune che puntuali come il cannone del Gianicolo a mezzogiorno, mi hanno sempre ostacolato. Raffreddori, acciacchi, traffico micidiale, sei mesi di tosse; per tre anni ho rappresentato il sogno di ogni gestore di palestra, il cliente che paga ma non utilizza.
Ma, sfruttando una particolarissima congiunzione astrale, a maggio ho finalmente iniziato a frequentare con l'approccio base della giovane vecchia: una volta a settimana mi immergo nelle fresche acque della vasca, e zompetto con entusiasmo insieme a tante compagne di corso. Età media: 50 anni.
Eh si, non sembra essere uno "sport" da ragazzi, anche se gli farebbe tanto bene.
L'insegnante, e la musica, costituiscono il 90% della buona riuscita della lezione: un insegnante che non ha entusiasmo e fantasia spegne la platea, e la musicademmerda rende interminabili quei 50 minuti; ma se ti capita la persona giusta, con una musica decente, allora sei a cavallo (del tubo galleggiante).
Non ho ancora (ovviamente) rilevato benefici tangibili a livello estetico, ma la sensazione di relax e leggerezza di gambe e corpo in generale è suprema.
Vi racconterò di più nel prossimo episodio, rimanete sintonizzat*

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