giovedì 13 agosto 2026

Acquagym parte 1

Questo post non sarà un test sul breve periodo, ma un percorso di 12 mesi che sperimenterò e sul quale vi proporrò le mie impressioni.


immagine generata con CANVA AI

Il mio incontro con l'AcquaGym risale al secolo scorso, intorno alla metà degli anni 90. 

In realtà questa pratica che ormai si avvia a compiere 80 anni, pare sia stata introdotta in Italia a metà degli anni 80 dall'attrice Eleonora Vallone, che riuscì a guarire dagli esiti di un incidente proprio grazie alla ginnastica in acqua (fonte https://www.acquagym.it/il-gymnuoto/storia-acquagym).

L'acquagym non è certamente la panacea di tutti i mali (infatti non fa sparire la cellulite come credono in molte e non fa dimagrire se dopo l'attività te magni una teglia de tiramisù), ma un ottimo modo per tenersi in forma.

Trenta anni fa ovviamente non esistevano tutte le varianti del movimento in acqua che abbiamo poi imparato a conoscere, ma quelle che c'erano avevano un dato in comune: la predominanza indiscussa di donne in acqua.

Ad oggi si vede qualche timida presenza maschile, soprattutto nelle lezioni di hydrobike, ma noi donne siamo ancora le regine del movimento acquatico.

La mia prima insegnante di ginnastica in acqua era l'equivalente femminile del sergente Hartman, ci faceva correre con i galleggianti ai piedi e ai polsi per tutta la piscina (che era favolosa e aveva un fantastico dislivello che partiva da 50 cm per arrivare a 150), facevamo affondi, salti; insomma, praticamente l'allenamento dei Lagunari.

                                               immagine generata con CANVA AI


Un allenamento duro ma completo e soprattutto divertente, che mai più ho ritrovato nella sua pienezza.

Avevo ovviamente un altro fisico, e i benefici ottenuti si confondevano nella buona forma fisica della gioventù. 

Sono passati tantissimi anni da quei tempi, e per molto tempo ho abbandonato la ginnastica in acqua per dedicarmi ad attività più divertenti (?), complete (?), da ggiovani (?), che alla lunga non si adeguavano totalmente alle mie esigenze, provocandomi stiramenti, distorsioni, e altri malanni. Anche se, e qui apro una parentesi, uno degli allenamenti più completi e con risultati eccezionali, è stato quello della kick boxing/prepugilistica.

Ma torniamo a noi

Da tre anni a questa parte ho cominciato ad riavvicinarmi a questa disciplina, con una serie di sfortune che puntuali come il cannone del Gianicolo a mezzogiorno, mi hanno sempre ostacolato. Raffreddori, acciacchi, traffico micidiale, sei mesi di tosse; per tre anni ho rappresentato il sogno di ogni gestore di palestra, il cliente che paga ma non utilizza.





Ma, sfruttando una particolarissima congiunzione astrale, a maggio ho finalmente iniziato a frequentare con l'approccio base della giovane vecchia: una volta a settimana mi immergo nelle fresche acque della vasca, e zompetto con entusiasmo insieme a tante compagne di corso. Età media: 50 anni. 

Eh si, non sembra essere uno "sport" da ragazzi, anche se gli farebbe tanto bene.

L'insegnante, e la musica, costituiscono il 90% della buona riuscita della lezione: un insegnante che non ha entusiasmo e fantasia spegne la platea, e la musicademmerda rende interminabili quei 50 minuti; ma se ti capita la persona giusta, con una musica decente, allora sei a cavallo (del tubo galleggiante).


Non ho ancora (ovviamente) rilevato benefici tangibili a livello estetico, ma la sensazione di relax e leggerezza di gambe e corpo in generale è suprema.


Vi racconterò di più nel prossimo episodio, rimanete sintonizzat*




venerdì 31 luglio 2026

Il QiYoga di LuChin (periodo 17-31 luglio 2026)

 


Cos'è il QiGong? 

Una disciplina millenaria che lavora su corpo e mente.

Con i suoi movimenti fluidi, che calmano o energizzano a seconda della velocità e dei punti che vanno a stimolare, si adatta a tutte le esigenze.

Photo credits https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-fuori-sorridente-esercizio-9833175/


Perché ho scelto di iniziare da questa disciplina? Perché con due semplici routine, che si possono fare anche in ufficio e in pochi minuti, non avremo nessuna difficoltà a cominciare e portare avanti la pratica nel tempo.

Ho scelto la prima routine, che  consiste in alcuni minuti di drenaggio da svolgere la mattina ma anche al bisogno, per riattivare la stasi linfatica che colpisce le persone sedentarie o quelle che stanno in piedi per parecchie ore.

La seconda invece è una buona pratica che possiamo fare seduti, e serve per la mobilitazione della parte superiore del corpo, ideale in qualsiasi momento della giornata quando la sedia inizia a "farsi sentire"-

Bonus, la routine di drenaggio più "strong" per tipi energici.

Routine mattutina-->  - https://www.youtube.com/watch?v=0gTJ_eBZy7g

Routine con sedia --> https://youtu.be/3JjKNGIjJjg?si=SgQw5f4T6ZoL2cfQ

Routine Bonus --> https://youtu.be/l3c8CYnksNI?si=QU58KsC1g5TnHWL9


Impressioni: ho iniziato il 17 luglio, con qualche difficoltà sul "bonus" perché mi viene il fiatone dopo il secondo esercizio.

Forse ho esagerato nel praticare tutti i giorni, perché ho avuto dei doloretti intensi che mi hanno indotta a rallentarne la frequenza; soprattutto nei giorni successivi ad altre attività fisiche quali posturale o acquagym.

Dopo una settimana, la routine con sedia è abbastanza avviata e la svolgo tranquillamente, mentre la routine mattutina è ancora piuttosto faticosa, tanto da farmi venire una sorta di fiatone a metà video.

Un particolare niente affatto "piccolo", è che solo dopo numerose ripetizioni mi sono accorta che un esercizio lo sbagliavo, mi sento pertanto di consigliare due o tre visioni attente prima di iniziare la pratica.

Alla fine delle due settimane di prova, ho "aggiustato il tiro" facendo la pratica drenante ogni due o tre giorni, riscontrando un beneficio visibile anche ad occhi esterni. Non pensiate che con 15 giorni vi liberiate da tutta la ritenzione idrica in eccesso, ma questi movimenti sono un ottimo inizio per mobilitare e riattivare la nostra circolazione linfatica.

La pratica seduta invece, è un'ottima compagnia che veramente posso fare in qualsiasi momento, e le sue varianti (che troverete nella mia playlist su Youtube),  sono altrettanto efficaci.

Mi sento, in tutta onestà, di consigliarvi queste pratiche e di seguire il canale di questa insegnante, che offre moltissimi contenuti gratuiti e di alta qualità.

Se volete ulteriori video sull'argomento, ecco la mia playlist:

https://www.youtube.com/watch?v=tBEA9FACdYg&list=PLW1MMm7eF-PQ



NB: questo post non è sponsorizzato e non riceve compensi.

AVVERTENZE: questo post non contiene contenuti di carattere medico, se si hanno patologie prima di iniziare queste pratiche consultare il medico di riferimento.



venerdì 17 luglio 2026

Nuova Rubrica - testati da WWS

 Dopo mesi di silenzio, e nel pieno di un periodo con temperature bollenti, abbiamo cucinato per voi una nuova rubrica: testati da The Wellbeing Workspace Projects.


Proveremo routine di ginnastica, meditazioni, libri, consigli di esperti, per un periodo congruo alla tipologia dell'argomento, e valuteremo quanto benessere ci hanno dato alla fine della prova.

Nessuno sponsor o pubblicità, semplicemente la curiosità di provare e magari adottare sul lungo termine tecniche e conoscenze che ci aiutino a conquistare e mantenere il benessere sul lavoro e nella vita privata.

A presto!

Immagine creata con Canva AI



mercoledì 19 marzo 2025

L'unione fa la forza. Condivisione degli obiettivi - nel lavoro e per la salute

 Nei gruppi di lavoro, la condivisione degli obiettivi (e delle informazioni) è il punto cruciale per raggiungere quanto prefissato.

In un contesto aziendale (ma anche privato), condividere il raggiungimento di alcuni obiettivi di salute, può rappresentare la strategia vincente per coinvolgere le persone.


Formare dei gruppi di colleghi (o di vicini, o di amici) che hanno in comune una stessa passione sportiva, o un'esigenza di salute, può essere uno stimolo e un sostegno per portare avanti dei percorsi sul medio e lungo termine.




Ad esempio, potremmo coinvolgere i nostri vicini di banco a camminare in pausa pranzo, o all'uscita dal lavoro, per una mezz'ora quotidiana, confrontandoci sui progressi o sulle difficoltà che incontreremo.

Fissandoci degli obiettivi comuni (per esempio camminare per due ore e mezzo durante la settimana), riusciremo a monitorare le nostre attività e programmare obiettivi più ambiziosi.




mercoledì 5 marzo 2025

The WellBeing Workspace Project - un luogo dove il benessere dei lavoratori (e non) trova voce


 



Negli ultimi dieci anni, i datori di lavoro di Italia e del mondo intero si sono accorti che avere cura del benessere dei lavoratori è una parte fondamentale della gestione delle risorse.

Un lavoratore con un buono stato di salute psicofisica, produce di più, si ammala meno, e interagisce meglio all'interno (e all'esterno) del contesto lavorativo.


The WellBeing WorkSpace Project nasce dall'esigenza di rendere alla portata di tutta la popolazione lavorativa (e non), il maggior numero possibile di metodi per raggiungere un buon equilibrio e un buono stato di salute.


Dalla legge 81/08, ai progetti Inail, alle interviste ai professionisti, passando per sondaggi e attività pratiche, vorremmo creare un percorso che coinvolga un ampio numero di lavoratori dagli 0 ai 99 anni.


Buon Benessere 

Acquagym parte 1

Questo post non sarà un test sul breve periodo, ma un percorso di 12 mesi che sperimenterò e sul quale vi proporrò le mie impressioni. immag...